ezio ranaldi

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HANNO SCRITTO DI LUI:

Non molto tempo fa ho avuto modo di commentare, esprimendo anche qualche giudizio critico, alcune opere dell’Artista Ezio Ranaldi. Ora mi accingo, dopo la sua ultima esposizione a Canosa, sua città natale, ad esaminare i capolavori esposti che, sempre più interessanti e numerosi, continuano a manifestare L’ESTRO CREATIVO di così grande maestro di questa tecnica mista. Il fatto stesso che l’Artista si cimenti nella rappresentazione di “realtà” che vanno al di là della logica, risulta come carisma dalla valenza unica, solo sua appunto, volutamente e caparbiamente concepita. E scopro, così, nelle numerose opere da lui realizzate, l’impronta del vero Artista, capace di coniugare staticità (vedi manichini) e dinamicità (vedi profondità e movimento nelle sue opere e i nudi femminili dai marcati effetti chiaroscurali), silenzio e armonia, espressione ed assenza interiore, vita e morte. Né possiamo ascrivere a semplice casualità l’accostamento dell’elemento umano, sia pure manichino svuotato di ogni espressività, ad ambienti geometrici spaziosi, descritti nella tridimensionalità volumetrica delle forme. Il cromatismo, poi, rende ancor più evidente la collocazione dei personaggi, quasi sempre femminili, in paesaggi onirici, netti, ben precisi, istantanei, avvolti da una policromia così variegata da sorprendere l’osservatore. Soggetti e realtà alienate in spazi irreali evidenziano ancor più il tentativo esasperato dell’artista a voler produrre, anzi provocare shock abolendo ogni logica, ogni razionalità.

(Prof. Secondo Del Vento – Critico e Storico dell’Arte)

Ci troviamo di fronte a elaborazioni di una forza espressiva che supera la mera visualità, perché certe linee ondulate, che si propongono in uno spazio luminoso ma dalle ombre dense, danno l’impressione che le opere risuonino del “linguaggio musicale” di un’anima irrequieta. Anche l’impiego di simboli come la donna, la torre, le insegne pubblicitarie, dimostrano la volontà dell’artista di creare motivi comunicativi ed esistenziali. L’utilizzo di un segno marcato e sensuale, di una cromia dai contrasti decisi e a volte frammentaria, rivelano, in particolare, la dimensione interiore femminile, raffigurata in una sua condizione universale, in uno spazio cosmico, a volte infuocato, che ne rievoca il tormento intimistico. Le immagini di Ezio Ranaldi hanno linee di fuga, ma più che il senso di libertà esse invitano l’osservatore a scrutare dentro di sé.

(da NUOVA ARTE, Editoriale G. Mondadori a cura di Paolo Levi e Giuseppe Possa)