IL SANGUE DELL'INNOCENZA

IL SANGUE DELL'INNOCENZA - Giuseppe Iaria - Materico pennello spatola

IL SANGUE DELL'INNOCENZA

Materico pennello spatola 100 x 100 x 4 cm - Giuseppe Iaria - Anno realizzazione: 2026

Note sull'opera:
L'opera è un pezzo di forte impatto visivo, che utilizza il linguaggio dell'espressionismo astratto per raccontare una figura complessa e radicale di Pietro Valdo. "L'Anima del Povero di Lione" L'opera è dominata da una struttura a "grata" o "incrocio" di larghe pennellate scure (neri e viola profondi) che tagliano diagonalmente la tela. Con questa scelta compositiva ho voluto suggerire immediatamente un senso di conflitto e tensione. Le linee non sono statiche; sembrano sbarre che tentano di contenere un’energia interna pulsante, rappresentando i sentieri impervi e clandestini percorsi dai Valdesi attraverso le Alpi. Al centro e negli interstizi esplode un rosso vivo, quasi ematico. Fulcro dell’eresia, Rappresenta la passione spirituale, il fervore del ritorno al Vangelo "puro", richiamando sia il sangue del martirio e le persecuzioni subite dal movimento sia il calore vitale di un’idea che non si lascia spegnere. Il nero bistrò domina la struttura, conferendo all'opera una gravitas quasi architettonica. Il viola, spesso associato alla penitenza alla ricerca spirituale e al potere ecclesiastico, ammorbidisce i contorni della "gabbia" nera, suggerendo una dimensione trascendente dietro la rigidità della dottrina o della realtà storica. Il tutto rappresenta il dogma, il silenzio imposto e la forza coercitiva. Piccole lame di giallo emergono timidamente. Sono come la "Luce che splende nelle tenebre " (Lux lucet in tenebris), il motto valdese. È la speranza della Parola che filtra attraverso le maglie strette dell'oppressione. L'uso del colore è materico, steso con decisione, con la spatola e pennellate cariche di pigmento. Questa ruvidità si sposa perfettamente con l'ideale della "povertà evangelica" di Valdo: non c'è spazio per il decorativismo barocco o la raffinatezza fine a se stessa. È un'arte cruda, diretta, che punta all'essenziale. L'opera vuole trasmettere l'essenza dell'esperienza valdese senza cadere nell'illustrazione didascalica. Non vediamo il volto di un uomo, ma sentiamo il peso della sua scelta: il distacco dai beni materiali, la resistenza contro un sistema che voleva "ingabbiare" il pensiero e la forza vitale di una fede che brucia nonostante i tentativi di soffocarla. Un quadro potente, che gioca abilmente sul confine tra oppressione e libertà, oscurità e rivelazione. È una rappresentazione visiva della resilienza spirituale.

Cornice: Non disponibile

Prezzo: Contattare l'autore

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