giovanni renna

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“ il messaggio pittorico del maestro Giovanni Renna ha come fine il fornire una vision diversa dello spazio architettonico urbano riducendo a un esploso di sezioni di edifice, ognuna di esse aventi un colore diverso. E’ quindi un linguaggio artistico diverso dagli altri che inaugura una nuova tendenza del realismo misto al surrealismo. La prospettiva assume una funzione non soltanto puramente rappresentativa degli edifici ma anche di stimolo della fantasia e di ricerca di nuovi piani e ambientazioni comuni ai fruitori degli spazi contenuti nelle opere.

   Ogni linea, sia essa retta o curva, possiede pertanto una carica fantastica ed emotiva che la fa sempre più assomigliare a una strada verso l’infinito che parte da esso. Un percorso ciclico che riflette la ciclicità dello stesso universo in accordo alle più moderne teorie del novecento.

   Lo spazio e il cosmo non sono una retta ma una curva che si chiude su se stessa e che contiene anche l’informazione temporale come flusso di eventi e di materia. Materia che è anche vibrazione energetica e dunque luminosa e cromatica. Ogni cosa inizia un viaggio da se stessa e in se stessa ritorna. Il valido maestro Giovanni Renna è dunque un teorico della natura e del cosmo che si spiega con l’arte e che di sicuro riuscirà ad impressionare il suo interlocutore con i suoi detti.”

                                                                                                 Dino  Marasà

da  Avanguardie  Artistiche  2009

   Grazie ad un’interessante timbrica stilistica ripropone innovative riletture di dati mitologici ben coadiuvati da simboliche chiavi di lettura. Il binomio “presente/passato” si concretizza in un modus operandi legato alla contemporaneità così come ancorato alla classicità dei temi trattati. Ne consegue una narrazione pittorica valida dal surreale richiamo percettivo.

                                                                                                 Sandro  Serradifalco

      da  Boè arte – gennaio/febbraio 2010

   La ricerca dell’artista giunge ad un risultato metafisico di notevole impatto visivo, i cui frammenti sono organizzati in modo da ricomporre figurazioni di antica bellezza. La perfezione greca è un luogo della nostra anima erede di un modello ideale a noi giunto per essere mantenuto nella sua dimensione spirituale mediante tecniche all’avanguardia, tese a far vivere il racconto dell’inarrestabile sapienza dialettica. Le sedie rimangono vuote o non sono disponibilia far sedere i frammenti dell’incuria umana. L’artista con abile perfezione tecnica rivela la sua ammirazione per i bronzi di Riace, ma al contempo ha una preoccupazione che invita alla cura, per non perdere gli inimitabili frammenti di un passato abilmente espresso e celebrato dall’artista.

                                                                                                      Liliana  Nobile

da Boè arte – maggio/giugno 2011

  La sua arte trova le proprie certezze nella mitologia, esprimendo spazi mnemonici, tracce del passato che portiamo dentro, archeologie di un mondo lontano, dove calde e vibranti cromie narrano “fotogrammi”, in spazi e atmosfere surreali.

                                                                                                        Pompea  Vergaro

Biennale Internazionale città di Lecce 2012

La bellezza siceliota del bronzo di Riace, reinterpretata attraverso un equilibrato e chiaro rimando alla metafisica. Un classicismo scomposto in chiave moderna, dove luce e prospettiva creano la personalità dell’opera.

                                                                                                      Dino Marasà

Da Effetto Arte - maggio/giugno 2015