
Composizioni misurate e ferme nelle quali vivono emozioni istintive e gravemente remote e dove l’impossibilità di decifrare i contenuti incatena la logica negli accordi di trame impenetrabili.E’ un senso di sospensione che fa parte della natura dell’uomo e che ora si mostra come lucida consapevolezza, come limite insuperabile per l’approssimarsi alla verità quella forse racchiusa nel tempo della memoria nella sua potenza misteriosa.
Ogni suo dipinto sembra nascere da una dichiarazione di uno stato d’animo, di una visione della propria interiorità in stretta correlazione con le pulsioni e azioni esterne che continuamente sgocciolano la loro essenza nel sensibile, ecco allora che l’opera di Greco attraversa la luce, interroga lo sguardo dello spettatore ed in quell’istante, dilatato, che la superfice del dipinto staglia la sua stimolazione emotiva ed inconscia, le emozioni investono le intuizioni e lo stato meditativo della mente contempla l’atmosfera terrena e immateriale, sublimata dall’intuizione artistica di Giovanni Greco.
Antonella Iozzo – Critico d'arte
Giovanni Greco mette in scena dei ricatti visivi, dei ricatti dell'anima. Brani estratti dalla quotidianità si organizzano in composizioni inquietanti e misteriose, in spazi prospetticamente improbabili ed articolati, animati da frammenti a volte desunti da opere del passato che affiorano nella memoria collettiva, si esce dal confine del reale e della logica per toccare le profondità del proprio essere ove, valicato il confine tra esterno ed interno, le prospettive si sfalsano restituendo il mondo così com'è ovvero senza limiti.
La sproporzione magica del sogno, con le sue analogie e pervasive simmetrie, con i suoi differimenti e le intempestività, assume il carattere di un'aberrazione fisica : un rapporto fra significati viende tradotto in un rapporto di forze, un'incongruenza di tempi e luoghi in un'ossessiva purezza visionaria.
Rocco Giudice- Critico d'arte - Scrittore
Giovanni Greco ci pone dinnanzi a spazi da cui nessuna distanza ci separa perchè consiste di impercorribili orizzonti cromatici e segnici, di latitudini termiche, altezze di cui vagliare l'algore e labirinti atmosferici e prospettici, affatto privi di determinazioni dinamiche, in quanto dimensioni a sè. Questa prossimità al luogo più lontano dal mondo si trova, anzi, è a portata di mano e di sguardo, nella pittura come dimensione dell'essere - che è sempre oltre, nell'altrove cui ci spinge... “nelle sue opere egli cerca di far sentire una vibrazione umana che esalta i sentimenti attraverso la forma, la linea, il colore e l’intenzionalità ; l'incontro con l'inatteso, per l'apertura di nuovi mondi e di nuove possibilità della visione. Il colore è assunto nella sua valenza linguistica ciò che vale anche per i segni, che vi sono ammessi a costituire un alfabeto senza codice che garantisca una forma che rispecchi un'idea o rintracci e documenti un'emozione; e così nel colore si inseriscono nel tracciato, nel diagramma delle tensioni, della rapidità, della cadenza cui va incontro il gesto mentre esplora lo spazio interiore e la superficie da dipingere in cerca di un punto d'accesso o di contatto”..
Rocco Giudice - Critico d'arte - Scrittore
e opere pittoriche dell' artista Giovanni Greco, testimoniano tutta una ricerca artistica, che si basa su un' adita espressivita' dove l' oggettivita' stessa della medesima composizione, il gesto pittorico, e' sinonimo di sottrazione astratta, di lirismo musicale e di materica texture superficiale. Colore, gesto e astrazione, sono filo conduttore di un metodo esecutivo operante, di geometrico, lineare informale richiamo tipologico artistico. Opere quelle dell' artista Greco, che definiscono altresi poetica, di linguaggio concettuale, di etera estetica surreale e inquietante eco metafisico.
(Fulvio Leopardi-Critico d'arte)
Giovanni Greco è un artista completo poiché ha avuto un percorso che l’ha portato dal figurativo all’astratto attraverso un percorso nato da un bisogno intimo e da un interesse verso il segno, la materia, il colore. Uomo pragmatico di natura, trasferisce nell’arte la sua concretezza in una materia così leggera che riesce anche a non essere percepita. Un’arte realizzata sui materiale più diversificati, come il cartone da imballaggio riesce ad essere sempre elegante e raffinata in una scelta libera e mai programmata del colore. Irrigidendo ed ispessendo il supporto vi appone graffi e solchi dando così vita a ciascuna opera, come nella vita di ognuno: i graffi e gli eventi ispessiscono memoria e corpo per una forza ed un grinta che consentono di andare avanti e reagire. Losanghe di colore, scritte, toni e formati sempre diversi si impongono allo sguardo dell’osservatore con una grazia estrema, senza essere mai invadenti ed in questo risiede la grandezza di quest’arte che si avvale dello spessore della materia e della semplicità del supporto per incuriosire e sorprendere.La sua ricerca è un'evoluzione di sperimentazioni sia di stili che tecniche. Talvolta è la valenza emozionale del colore che l'artista vuole mettere in evidenza, altre volte una pittura gestuale e materica o ancora uno sperimentalismo di materiali eterogenei liberamente accostati al supporto.
Anna Soricaro – Critica d'arte