aurelio villanova

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...Villanova ha fiato e volontà, vi si aggiunga una leggera ispirazione e si ottiene un risultato che fa onore, un risultato inverso alla sua innata modestia, cioè validissimo.

 Prof.  Pino Zanchi

… Con senso realista si affida alle visioni paesaggistiche con una vera e propria esplosione di colori e con incisività.

Prof.  Enzo Passoni

… Una forza che sprigiona dalle sue opere, una forza che presuppone al di dentro una carica emotiva e di sensibilità particolarmente ricca e raffinata.

Prof.  G. Scaramellini

… Nei ritratti ha un procedimento dove il dipinto nasce da un sempre più fitto battere sui termini interni e profondi della somiglianza.

Prof.  Mario Novi

...La pittura di Villanova non è quella dei grattacieli e delle gru meccaniche; il cuore non gli reggerebbe a tanto squallore, ma bensì quella delle case basse con la vernice scrostata sui muri o dello splendido paesaggio veneziano. Certi quadri per la loro preziosità stilistica fanno ritornare alla mente vecchi e cari capolavori del nostro ottocento.

Prof.  A. Montanari

Il paesaggio dipinto da Villanova è mutevole e capriccioso. Egli imprime tutto ciò con impeto inconscio, guarnisce con scuri contorni dai quali irrompono fiammeggianti luci, lontani orizzonti, sopra un mare color dell’antico. In questo modo, l’artista interpreta la bellezza del suo paese, con quel tocco magico di poesia che fa dell’opera pittorica di Villanova un sublime inno all’arte.

Prof.  Enzo Lupi

Pittore figurativo, che s’ispira alla natura in tutte le sue accezioni, Aurelio Villanova non ha mai tentato le avventure di un avanguardia da cui rifugge poiché indole scevra da complicazioni intellettuali lo porta piuttosto a rispecchiarsi in una poesia di schietta estrazione padana. Non è mancato in lui un riflusso di motivi impressionisti ed espressionisti, ma contenuti entro i limiti di un ispirazione lirica. Egli accosta l'oggetto della sua emozione con estrema semplicità e purezza d'animo, per questo le sue opere offrono sempre esempio di una fresca spontaneità.

Prof.  Mario Monteverdi

Aurelio Villanova: un uomo giovane che la sua giovinezza mette nei suoi quadri opere piene di forza d’impeto giovanile e virile.

Ha tenuto molte mostre personali. Ha avuto il primo premio dei pittori Via Bagutta.

Ha un biglietto da visita piuttosto rispettabile insomma.

Sono soprattutto i toni scuri che danno forza ai quadri di Villanova e che conferiscono un’atmosfera concentrata di vivente drammaticità

Una forza si sprigiona dalle sue opere, una forza che presuppone al di dentro una carica emotiva e di sensibilità particolarmente ricca e raffinata. Forza e movimento sono presenti anche nel quadro che è riprodotto qui sopra.

Prof. Guido Scaramellini

Molto del carattere della pittura di Aurelio Villanova porta l'impronta trevigiana e veneta; l'amore per la natura, gli uomini, la vita, appaiono evidenti nella pennellata forte ed ampia, nel colore deciso, più tenue nell'ultimo orizzonte, quasi ad indicare il filtro della fantasia e del ricordo nel paesaggio, nei monti, nelle valli, nel cielo. Luce e colore s’incontrano per interpretare la bellezza della natura, l'intimo di un viso di donna, l'immagine di un canale sonnolento, di un mare colore dell'indaco. Il tratto sicuro ritrae un mondo vero, senza inibizioni o titubanze. Merito considerevole in un mondo in cui spesso l'incertezza e l'ambiguità hanno finito col disconoscere i valori e i meriti: e solo i fautori di questo mondo possono negare dell'arte del Villanova.

Prof. M.Fiorella Conti

...La pittura di Aurelio Villanova trae dalla realtà e dal mondo vivo delle cose la sua ispirazione, prendendo corpo e sostanza dal vaporoso paesaggio lombardo, dai sonnolenti canali della laguna veneta, dalle dolci colline e dalle fresche praterie, dei fiumi e dalle valli, dai cieli e dai monti, da ogni aspetto vivo e profondo della natura in cui è impresso il segno forte dell'uomo come una presenza eterna e universale...

Prof.  Enotrio Mastroleonardo

…E’ certo che il discorso pittorico di Aurelio Villanova è ricco, i suoni della tavolozza sono radicati e profondi e nella sua aggressione del vero c’è un impeto che annulla ogni fermo pleonastico, sul piano di una sintesi balzante della narrazione delle cose alla scoperta della loro vitalità poetica.

Prof.  Alfio Coccia

…Sono i toni scuri che danno la forza ai quadri di Villanova, che conferiscono una atmosfera concentrata di vivente drammaticità. Una forza che sprigiona dalle sue Opere, una forza che presuppone al di dentro una carica emotiva e di sensibilità particolarmente ricca e raffinata…

M.Sirtori Bolis - Corriere degli Artisti     

Pittura di forte impatto emotivo, vissuta e decodificata del superfluo e del tempo che evidenzia la natura e la sostanza del sentimento.Pittura che esalta la stratificazione del colore nella manualità raffinata, elegante, ricamata nelle tonalità di un artista che ha nel sangue la sua pittura e che fa' delle sue opere una storia personale da rivivere per recuperare il tempo o semplicemente per non dimenticare.                                                   Paesaggi fermati nel loro movimento nella sfida del degrado per accentuare la bellezza della semplicità e la forza del luogo  o meglio del "locus" inteso come spazio dell'anima o della mente ma sempre del proprio vissuto.Specchi d'acqua bellissimi  che rompono il silenzio e  la quiete per farci respirare  quella romantica melanconia che ognuno racchiude nel suo cuore per fermare una emozione.                                                                    Case mute ma piene di vita, di sentimento, di storie infinite che lasciano il segno come il colore, il pigmento di questo artista che a mio giudizio racconta una storia che non vuole finire mai trascinandoci attraverso le sue opere nel fascino del mistero della pittura che per lui non ha segreti.

Dott. R.Aracri Critico d’Arte

Nel colore, che affiora da un fondo scuro tendente tuttavia, ora a farsi più luminoso, insinua come un senso d’affetto, una vena sottile di cordialità: ed è la luce che assolve ad un tal compito. Proprio nell’individuazione di un incontro tra colore e luce è iniziata la nuova fase della pittura d’Aurelio Villanova: questo suo impressionismo non privo di riflessi espressionistici, ma cosi semplice e naturale da ricollegarlo al più schietto filone delle nostre tradizioni padane.

Prof. Mario Monteverdi

Non tutti gli artisti occupano il posto che meritano nella considerazione della critica e nella conoscenza del loro nome e della loro opera fra quanti si interessano d’arte, sia fra gli appassionati che fra i collezionisti. Ciò è dovuto a varie circostanze e a particolari fattori indipendenti  dal valore e dalle qualità dell’artista, come la situazione in cui egli vive, il clima culturale in cui opera, l’interesse dei mercanti e, bisogna pure dirlo, il gioco di certi critici.

Questo va detto non solo per coloro che, nella scala del mercato e della notorietà, non sono certo fra i primi, ma anche per quelli che su questa stessa scala occupano i gradini più alti. E, alle volte, viene spontaneamente da pensare che, se le posizioni dovessero invertirsi, non sarebbe proprio il caso di gridare allo scandalo; anzi, perché nella scala dei valori autentici figurerebbero assai più degnamente sui gradini collocati più in alto alcuni degli artisti meno noti di tanti altri favoriti dalla notorietà e dal mercato.

È proprio il caso del pittore Aurelio Villanova, il quale, a confronto di altri artisti della sua generazione che vanno per la maggiore, meriterebbe, dalla critica cosiddetta ufficiale e dal mercato artistico, assai di più di quanto abbia ottenuto sinora. Fra le circostanze e i fattori che determinano le situazioni sopra esposte, bisogna aggiungere, per Aurelio Villanova, il suo carattere, che non è però, intendiamoci bene, quello dell’artista solitario e misantropo, anzi, egli da autentico veneto, è tutto il contrario, uomo di compagnia e buon conversatore. Ma è, appunto, per questo suo carattere così aperto e cordiale ch’egli non è portato in alcun modo a correre dietro ai critici, ai mercanti e ai collezionisti come tanti altri.

Villanova pensa solo a dipingere, a fissare sulla tela, con i segni e i colori, le impressioni vive e immediate colte sul vero. Egli è un pittore, non un ragioniere. Tutto ciò che fa è perché gli viene suggerito dal suo spirito e dalle sue convinzioni, non per un calcolo preordinato o per uno scopo particolare. Quando è contento di un certo risultato pittorico, ritiene che ciò sia più che sufficiente a ripagarlo delle sue ansie, delle sue sofferenze e del suo lavoro. Non deve e non vuole dipingere secondo le mode e i gusti sempre fluttuanti dell’arte d’oggi e dei tempi in cui viviamo.

È un mondo vero e umano, in cui ci sentiamo vivere con tutti i nostri sentimenti e le nostre emozioni, che Villanova filtra attraverso la sua fantasia e il suo spirito, trasformando ogni cosa della realtà e della vita in sicuri elementi di pittura, con un disegno riassuntivo e un colore caldo, intenso e acceso, dove, oltre alla originaria radice veneta, scopriamo precisi dati di una cultura europea sensibilmente riassorbiti e restituiti con un impeto fresco e spontaneo per mezzo di un pennellata larga e penetrante, in cui avvertiamo i segni di una ben individuata personalità artistica.

Prof. Enotrio Mastrolonardo

Anche il privilegio d’essere nato in terra trevigiana ha certamente avuto il  suo peso nella vocazione e nella formazione istintiva di Aurelio Villanova.

Non a caso la sua pittura si caratterizza con pitture calde, innervate da toni scuri diversamente svuotati. Un modo di trascrizione sensuale che al momento in cui diventa fatto struttivo e anima delle cose, assume una veloce vibratilità. Siamo di fronte alle ultime propaggini di un post-impressionismo attento alla verità oggettiva, ma capace di mantenerla in costante contatto con sottili scoperte liriche, illuminandole col fremito di una luce che, sulle diverse intensità del suo modo di premere sotto il tessuto pittorico, dà, allo scenario naturale e agli oggetti più semplici, una incandescenza mutevole, ma partecipante comunque dello stesso fuoco fantastico. Anche a non condividere totalmente gli accenni compiaciuti e ambiziosi di chi osa parlare di una cromia in cui si sente la tradizione della grande pittura veneta, è certo che il discorso pittorico di Aurelio Villanova è ricco, i suoni della tavolozza sono radicati e profondi e nella sua aggressione del vero c’è un impeto che annulla ogni fermo pleonastico, sul piano di una sintesi balzante dalla narrazione delle cose alla scoperta della loro vitalità poetica.

Talvolta tuttavia i riflessi di intorbidano.

Me è l’intorbidarsi di una sensualità autentica e inarginata che si specchia nel suo gesto di possesso.

C’è un rapporto costante fra la conquista del tema e la trascrizione delle sensazioni convergenti nella contemporanea creazione dello spazio pittorico.

E’ così che gli accade di istituire un valore spontaneo di successione diretta fra l’improvvisa prospettiva e l’ampia esauriente realtà visuale, quando la stenografia diventa rabesco e la sintesi nasce dalle misure musicali di una diversa ma concorrete partecipazione, ugualmente sollecitata  da un istinto vitalissimo: l’immaginazione e la memoria.

Né la fantasia cancella mai la realtà, così come non avviene mai che la velocità della scrittura ottenebri l’innato senso della eleganza formale, che è un risultato connaturato al modo stesso che egli ha di condurre il pennello sciabolando le calde vampate del colore.

Tutto questo conduce ad una ridondanza barocca, meno avvertibile nei ritratti dove domina un desiderio ben preciso e scoperto che è quello di arrivare all’essenza della forma riducendo al minimo le notazioni descrittivistiche e tenendo alla solidità della costruzione più che alle sapienze dei giochi luministici, dai quali  è tuttavia sempre affascinato e che finiscono per rifugiarsi nell’ambiente in cui la figura si incornicia.

Qui l’esplosione è quella di un temperamento conscio della sua piena terrestrità, mentre il paesaggio modula motivi romantici appena accennati in un linguaggio fatto di colori folti e densi.

Prof. Alfio Coccia

Curriculum da vortice impetuoso quello di Aurelio Villanova sia per talento (cosa che conta di più)
che per longeva iperattività
il resto lasciamolo agli occhi e al cuore , per leggere la "musica scintillante" dei suoi quadri.

Pittore Mario Sisana

La ricerca del Maestro Aurelio Villanova è stata da sempre quella di trascrivere emozioni e sensazioni personali attraverso il linguaggio universale dell’arte, la pittura.

Varie sono state le tecniche sperimentate da questo artista e altrettante le tematiche trattate in questi anni nella sua lunga attività pittorica, cominciata durante il secondo confitto mondiale.

Interessanti sono i suoi lavori: le nature morte, i ritratti, i paesaggi, le vedute panoramiche di città apparentemente vuote, dove in esse i vecchi palazzi come statue fanno da testimoni del tempo che passa.

Le tele di Villanova sono tasselli di un mosaico personale dove ogni “tessera” è un episodio di vita vissuta e un ricordo; inoltre la sua pittura è misurata e gradevole, intensa in alcune evidenziazioni d’ambiente, mai monotona o superficiale.

Aurelio Villanova ama i toni di una raffigurazione analitica e meditativa, con un gusto della narrazione in cui si recupera il senso della memoria storica e popolare.

La costante ricerca del suo lavoro pittorico è, infatti, l’equilibrio fra realtà e pensiero, fra visione estrema e sentimento.Rende tangibili cosi le forme della purezza dell’impianto disegnativi e nel limpido fraseggio dei colori, ora tenui, ora vibranti secondo un intelligente dosaggio.

Ci fa intuire inoltre le sue emozioni, attraversala serena trasparenza delle atmosfere ricreate, che proporziona con lirica intonazione, in armonia con i suggerimenti della fantasia e della sensibilità interiore.

Raffaele De Salvatore

Critico, Giornalista e Direttore di “EuroArte”.

L’estrazione padana di Aurelio Villanova l’ho scoperta in un suo dipinto dal titolo: “Naviglio” che, probabilmente, ritrae uno scorcio dell’Alzaia Naviglio Pavese”, vicino alla Darsena di Milano.

Con quei colori sgargianti che illuminano l’acqua e il cielo, una concezione lontana dal clima cupo e nebbioso milanese, ma ottimisticamente rappresentato da questo dipinto o altri come: “ Vicolo dei lavandai”, sempre sul Naviglio a Milano e “Piazza Vecchia” di Bergamo.  Mai nessuno al mondo aveva rappresentato, in questo clima di gioia coloristica, uno scorcio milanese. Il mio amico Monteverdi lo ha capito immediatamente quando dice che in lui non mancano riflussi di motivi impressionisti, contenuti nei limiti di un ispirazione lirica. La pittura di Aurelio Villanova è un lento percorso verso l’identità di disegno e pittura, in altri termini verso una pittura in cui le forme vengono disegnate dal colore direttamente sulla tela, per ottenere maggiori vibrazioni di luce ed atmosfera. In sostanza si tratta di una maturazione conseguita attraverso l’esercizio e l’esperienza.

Opere come “Anguria”, “Garofani e rose”, “Composizione”, “Vaso di fiori” o “Papaveri e viole”, ci fanno scoprire come l’ispirazione di questo pittore arriva ad essere “limpida come l’acqua di fonte” e alcune sue atmosfere, con graduazione cromatiche personalissime, acquistano accenti di grandi elegia dove predomina l’effetto sentimentale. L’incontro con il sole vero e il cielo terso aiutano Villanova a portare alla luce un mondo definitivo, quell’esigenza di una nuova tavolozza dedicate alle tonalità più accese, dove la pittura riassorbe il disegno e si trasforma in un caleidoscopio di colori. Le opere di Aurelio Villanova sono realizzate con una pittura ora veloce, ora fatta di sedimentazioni delle paste cromatiche, ora a tocchi di pennello alla Bonnard, ma sempre piene di luce. L’indubbia facilità di mano di questo artista riesce ad impregnarsi di poesia e di spontaneità.

Villanova, da pittore di razza, usa il colore per dare forma alle sue composizioni, quasi da sembrare delle fisionomie astratte, senza nessuna intenzione compositiva.

Ciò che preme a Villanova è soprattutto lo spettacolo del colore, per raggiungere il quale è anche disposto a spingere le scansioni della sua figurazione fino ai bordi dell’astrazione, come in “Composizione” o “Garofani e rose”, ma anche lo spettacolo delle forme, per raggiungere il quale non ha paura di deformare e movimentare espressionisticamente le immagini, dove la linea pittorica allusiva al disegno è assorbita dalle ritmiche pennellate di colore, senza cadere nell’informale puro.

Aurelio Villanova resta il “pittore del colore e dell’ottimismo”, un personaggio che ha saputo modellare la sua vita di uomo con le caratteristiche di artista puro.

Eraldo Di Vita (Critico d’Arte)

Un Vero Artista riesce sempre a provare “meraviglia” quando una vibrazione che ripete da sempre permane magnifica, nella trasformazione del gesto pittorico in emozione.

Gesto che si compone armonizzandosi nell’opera, passaggio ed iride delle Nostre infinite sensazioni.

Questa è la meraviglia che è felice di provare Aurelio Villanova, inesausto nel diffonde le parole che risuonano con la voce della Sua Arte.

Porgervi ascolto potrà servire solo in parte.

La completezza del messaggio non sarà mai colta.

Occorrerà “sentire” e “vedere” attraverso la propria interiorità per entrare in empatia con la dimensione nuova in cui danza  magicamente il senso dell’espressività.

Il tratto deciso, la composizione netta e i colori significativi non chiameranno alcuna difensiva.

L’opera non si brucerà nel coinvolgimento del momento esaurendo la sua presenza effimera alla memoria dello sguardo.

La facile alchimia viene rifuggita con evidenza perentoria, tolto il velo che il Maestro ha posato con segreta abilità.

Quasi a proteggere questo fragile equilibrio,Villanova mantiene così  la Sua Arte intonsa da ogni assalto chiassoso e superficiale.

Quello che ci sorprende nelle Sue Opere sono i passaggi soavi e le lievi presenze che si materializzano inedite alle Nostre aspettative.

Sensazioni felici prendono forma.

Meditazioni sincere e serene con le quali torniamo a dialogare, sono nuovamente familiari.

Villanova persegue con la semplicità che gli è propria, un lungo, sincero momento interiore.

In un’atmosfera meditata, ci porta intimamente a ritrovare la viva sincerità dell’essere.

Un Vero Artista.

Paolo Piergiovanni

Grande uomo, eccelso Maestro d'arte e di vita.

Un uomo che è se medesimo una Grande Opera D'Arte.

Basti solo osservare con quale maestria egli cattura ciò che di ammaliante l'arte ha, l'essenza della stessa, e che riesca a farla percepire non solo a chi la ami, ma all'interezza universale, nelle sue più svariate forme, senza staticamente "fissarsi" su un solo punto, accarezzando i sensi, lasciandone una traccia non invadente ma perpetua, abbacinante (le opere "girasoli", "cuccioli", "città alta" ne sono un chiaro esempio).

E di tale appellativo è degno l'uomo Villanova, che ha colto i tratti a 360° del mondo e dell'animo umano, sì talmente poliedrico e tinteggiato di svariate sfumature che in pochi eletti hanno saputo distinguere e raffigurare.

Il Maestro possedeva l'arte in sé nella sua forma più sublime...riusciva a spaziare tra vari stili e varie tecniche, cogliendo luci e colori nella naturalezza del momento, nelle vividezza dell'emozione che ben pochi hanno saputo vedere....un verista, per dirla in maniera letteraria, un impressionista in senso artistico, una tela i suoi occhi ove imprimere dimensioni, un pennello tutto il suo essere, per riuscire ad esprimerle... E ogni sua opera è una contemplazione di perfezione, l'apoteosi del bello, un meraviglioso connubio tra idillio esplosivo di colori e delirio sensoriale di tratti a volte rapidi e precisi, altri morbidi e sfumati... che oserei definire estatici.

Grazie Maestro!

Con Stima Infinita.

Sonia Martina Laudani