|
Di lui il critico d'arte S. Russo ha così scritto: "L'indagine puramente segnica portata avanti dall'artista Erri Rossi fa si che l'astante si interroghi su ciò che viene rappresentato. A caratterizzare la sua ricerca c'è un costante richiamo a realtà che appaiono a volte oscure e non facilmente interpretabili. Linee che percorrono direzioni non proprie. Figurazioni che non potremmo di certo definire accademica. Pensiero che travalica la psiche e si fa gesto autentico. Queste le caratteristiche che contraddistinguono Erri Rossi nel panorama mondiale dell'Arte Contemporanea ".
Sempre il critico S. Russo riguardo l'opera "Bambino felice": "in quest'opera la scena ritrova nel retroscena la sua realtà più vera. La dinamicità è resa da un tratto che ha in linee essenziali e mai scontate il motus proprio. Il manifestarsi del non definito. Una figurazione che percorre altre strade da quella accademica. L'accennare senza dare punti di riferimento. Il dichiarare per poi confluire in sentimenti altri. Questi aspetti rendono il maestro Rossi un autentico innovatore. Il mistero che percorre le strade che lui stesso ha deciso. Il buio medioevale che viene svelato da sentimenti che più forti di qualsiasi altra realtà vengono riportati alla luce. Figure che aquisita la terza dimensione si umanizzano fino quasi ad uscire dalla rappresentazione per cominciare a vivere nel nostro Mondo. "Il mio unico cappello", è stata selezionata per partecipare alla 1° Biennale Internazionale Città di Lecce e la dr A.F. Biondolillo così ha scritto: "creatività di valido linguaggio pittorico, ancorata ad un figurativo che riflette l'intimo stato d'animo che conduce ad accattivante visione fruitiva".
La dr C. Randazzo recentemente ha scritto di lui "......La sua arte rientra in un espressionismo fantastico e persino violento, dove il soggetto rappresentato, lontano dai canoni del realismo, non ha più una sua immediata riconoscibilità. Le figure si scompongono sulla tela, in attesa di raggiungere, attraverso un processo di appiattimento prospettico, una nuova forma. .........Appropriandosi dello spazio e annullando i confini tra primo e secondo piano, le opere di Rossi, con estrema stilizzazione di forme, volutamente non riconoscono la profondità illusoria della tridimensionalità e, a differenza delle opere cubiste, non propongono la visione contemporanea delle possibili situazioni spaziali. Erri Rossi inserisce nelle sue opere personaggi fantasmatici e figure destabilizzanti, mettendo in scena un suo personale teatro dell’assurdo. Estraneo alle mode correnti, con le sue maschere grottesche bizzarre e i suoi bizzarri impaginati, Rossi ci appare come sagace interprete di un nuovo espressionismo, e di un’originale invenzione formale e stilistica". |