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Da “cromatismo e forma nella pittura di Ceccarelli” di M. E. Redaelli
La prima lettura visiva delle opere di Enrico Ceccarelli desta un’impressione di forte presa interiore e risveglia nell’anima un godimento vivo, inquieto e passionale, seguendo con gli occhi quel trascorrere dei colori che si mischiano, come per un disegno naturale, tra loro con pienezza e sicurezza del tratto pittorico [...] Anche le acqueforti, il cui unico elemento cromatico sono i passaggi dallo scuro, al grigio, al bianco tramite la tecnica dell’acquatinta, sono sapientemente trattate, nell’amalgamare e nello stendere gli ingredienti, con la stessa forza del disegno e con una struttura lineare del tutto simile a quella presente nei quadri ad olio.
... Le donne di Ceccarelli non sono sguaiate, ma regine, fiere e consapevoli della loro bellezza ed autorevolezza nell’esserlo. I visi, ombreggiati dalle falde dei cappelli o seminascosti da opulente chiome, attorcigliate dal vento, sono penetranti, austeri, forse assorti in pensieri oscuri.
Da “Ceccarelli e la pittura d’immagine” di O. Rossi
Nei dipinti, in cui è prevalente la figura umana, specie femminile, [Ceccarelli] sembra darci una rinnovata “intensità visiva”, come sintesi di forma e colore. E’ il colore che unisce l’oggetto fisico alla sua idea, “vestita di una forma sensibile” (Gauguin); ed è il colore che procura una certa sensorialità, che è però anche un fatto espressivo, non solo un’impressione visiva, retinica. L’aver sviluppato questo tema è stato ed è importante.
Ecco perché le Bagnanti, non ignare del loro compito, si presentano all’insegna di un cromatismo che unisce fisicità e simbolismo, idea e materia, profondità e superficie, facendosi la figura femminile, viatico di un’appartenenza e di una panica compenetrazione che, in un’estatica totalità, unisce uomo e natura, io e mondo.
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