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Che io ricordi,da sempre mi lascio sedurre da un foglio di carta sul quale fantasticare.Tuttora trovo nell'arte un momento di splendida fuga dai canoni rigidi dell'impegno di medico,che per sua natura ben poco spazio lascia a fantasia e voli pindarici.Matita e carboncino prima,acquarello da quattro anni.Non olio,perché nel mio proposito di cogliere l'impressione di un momento di vita,dalla luce di mezza sera in un vicolo al gesto di un bimbo,l'acquarello resta per me il mezzo migliore.Non concede luogo a indugi,ripensamenti o rimaneggiamenti a posteriori;quasi uno scatto fotografico inevitabilmente distillato ed elaborato dal sentire dell'artista in quel momento.Trovo estremamente intringante il motivo per cui un insieme di luci,ombre,forme e colori risulti attraente piuttosto di un altro e cerco di individuare l'essenza di quanto l'artista aggiunga o tolga inconsciamente a quell'insieme,così da essenzializzarlo rendendolo inevitabilmente ed inequivocabilmente suo. |